Seppur scritto in modo semplice e scorrevole, gli argomenti trattati dallo scrittore napoletano sono incisivi e pesanti come macigni, e fanno presto a fare breccia nelle meningi di chi, come me, era totalmente all’oscuro di quello che fosse il sistema imprenditoriale camorrista se non per le poche notizie di cronaca che ogni tanto compaiono sui giornali. Dalle stragi del
mercoledì 5 settembre 2007
Gomorra - Roberto Saviano
martedì 31 luglio 2007
La scomparsa dei fatti - Marco Travaglio

Su www.lascomparsadeifatti.com è possibile leggere degli estratti, scambiare opinioni…
“..le nostre vite finiscono quando taciamo di fronte alle cose davvero importanti.”
giovedì 26 luglio 2007
La masseria delle allodole - Antonia Arslan

domenica 15 luglio 2007
Salvare il mondo senza essere superman - Roberto Rizzo

martedì 10 luglio 2007
La conquista della speranza - Che Guevara, Raul Castro

Dai diari di Ernesto Che Guevara e Raul Castro Ruz la descrizione dei primi tre mesi di guerriglia del movimento 26 Luglio, dalla spedizione a bordo del Granma dalle coste del Messico, allo sbarco a Cuba per capovolgere il regime golpista di Fulgencio Batista (appoggiato dagli Stati Uniti). Risulta dai diari, il racconto delle vicende vissute dal piccolo gruppo di rivoluzionari mettendo quindi in luce aspetti dell’uomo, del leader, del guerrigliero. Un libro storicamente interessante, privo di retorica, coinvolgente fino al punto da farti sentire parte di quel gruppo; essendo un diario a tratti è monotono come per esempio nella descrizione dei pasti o delle giornate trascorse alla disperata ricerca di cibo. C’è spazio per episodi che per lo più evidenziano il carisma e il tatticismo di Fidel, a mio avviso assoluto protagonista della campagna della Sierra Maestra.
martedì 3 luglio 2007
L'attentatrice - Yasmina Khadra
Yasmina Khadra è lo pseudonimo di Mohammed Moulessehoul, nato nel Sahara Algerino nel 1955.
Egli narra la storia commovente di un medico, Amin Jaafari, cittadino israeliano di origine araba che lavora come chirurgo in un ospedale di Tel Aviv. Amin è un uomo all’apparenza felice. Ma nel momento in cui, in seguito ad un attentato, scopre che sua moglie è l’attentarice responsabile di morti e feriti, il mondo circostante si sgretola.
[…Pensiamo di sapere. Allora abbassiamo la guardia e facciamo come se tutto andasse per il meglio. Con il tempo finiamo per non prestare più attenzione alle cose come si dovrebbe. Siamo fiduciosi. Cosa possiamo volere di più? La vita ci sorride e anche la sorte. Amiamo e siamo amati. Possiamo realizzare i nostro sogni. Tutto va bene, tutto ci arride… Poi, inaspettatamente, il cielo ci cade sulla testa. Una volta a terra ci accorgiamo che la vita, tutta la vita – con i suoi alti e bassi, le sue fatiche e le sue gioie, le sue promesse e i suoi fallimenti – è attaccata ad un filo inconsistente ed impercettibile, simile a quello di una ragnatela. D’un tratto il minimo rumore ci spaventa e non abbiamo più voglia di credere in nulla. Vogliamo solo serrare gli occhi e non pensare più a niente.]
Amin è l’individuo in cui ci identifichiamo e tramite il quale possiamo entrare nel mondo islamico per comprenderlo a fondo fino al punto da esser tentati di lasciarci convincere dall’autore ad rispecchiarci in questo sereno e appagato dottor Amin Jaafari, se non venisse ogni tanto da chiedersi fino a che punto ci piaccia davvero questo suo estraniarsi dalla realtà politica e confondere la mescolanza con l’annullamento di sé.
[…”Come morire dopo aver vissuto disperato, cieco e nudo?” chiede il comandante dei miliziani. “Ci sono due estremi nella follia degli uomini. L’istante in cui si prende coscienza della propria impotenza e quello in cui si prende coscienza della vulnerabilità degli altri. Si tratta di accettare la propria follia o di subirla”..].
Se il lettore non trova difficoltà a schierarsi contro questo modo di vedere le cose, comunque non può ignorare il peso e il valore profondo che questi individui attribuiscono alla loro causa.
Un sorprendente finale di romanzo ci lascia con un ulteriore interrogativo, spunto di riflessione.
lunedì 2 luglio 2007
Il cacciatore di aquiloni - Khaled Hosseini

Il cacciatore di aquiloni è il primo romanzo epico afgano, uno straordinario caso letterario pubblicato in 12 paesi. La tragedia dell’Afghanistan si materializza in un sottofondo di voci stridenti e feroci apparizioni, mentre sulla scena si dispiega il mondo interiore di Amir e degli altri personaggi che incontra in un mondo che si deteriora negli anni, l’Afghanistan travolto dall’incedere degli eventi, dai Sovietici prima e dai Talebani in un secondo tempo. Il romanzo è un viaggio introspettivo, tramite gli occhi di Amir, che scava nella storia di questo paese sconosciuto ai più se non per i notiziari di guerra. E’ un libro motlo scorrevole, terribile e toccante. Vivamente consigliato. Curiosità: Dreamworks, la casa di produzione di Steven Spielberg, ha acquistato i diritti per trarne un film.
On the road - Jack Kerouac
Il cammino del cuore - Fernando Sanchez Dragò
[…Perchè o di che si spaventano gli europei? Dicono della miseria, ma questa non presenta in India picchi più alti che in altre parti, e solo gli sciocchi dal cuore di selce possono preferire le catapecchie del porto di Palermo o la via dei bordelli di Amburgo…]
Romanzo consigliato agli amanti del genere.

