martedì 3 luglio 2007

L'attentatrice - Yasmina Khadra

Yasmina Khadra è lo pseudonimo di Mohammed Moulessehoul, nato nel Sahara Algerino nel 1955.

Egli narra la storia commovente di un medico, Amin Jaafari, cittadino israeliano di origine araba che lavora come chirurgo in un ospedale di Tel Aviv. Amin è un uomo all’apparenza felice. Ma nel momento in cui, in seguito ad un attentato, scopre che sua moglie è l’attentarice responsabile di morti e feriti, il mondo circostante si sgretola.

[…Pensiamo di sapere. Allora abbassiamo la guardia e facciamo come se tutto andasse per il meglio. Con il tempo finiamo per non prestare più attenzione alle cose come si dovrebbe. Siamo fiduciosi. Cosa possiamo volere di più? La vita ci sorride e anche la sorte. Amiamo e siamo amati. Possiamo realizzare i nostro sogni. Tutto va bene, tutto ci arride… Poi, inaspettatamente, il cielo ci cade sulla testa. Una volta a terra ci accorgiamo che la vita, tutta la vita – con i suoi alti e bassi, le sue fatiche e le sue gioie, le sue promesse e i suoi fallimenti – è attaccata ad un filo inconsistente ed impercettibile, simile a quello di una ragnatela. D’un tratto il minimo rumore ci spaventa e non abbiamo più voglia di credere in nulla. Vogliamo solo serrare gli occhi e non pensare più a niente.]

Amin è l’individuo in cui ci identifichiamo e tramite il quale possiamo entrare nel mondo islamico per comprenderlo a fondo fino al punto da esser tentati di lasciarci convincere dall’autore ad rispecchiarci in questo sereno e appagato dottor Amin Jaafari, se non venisse ogni tanto da chiedersi fino a che punto ci piaccia davvero questo suo estraniarsi dalla realtà politica e confondere la mescolanza con l’annullamento di sé.

[…”Come morire dopo aver vissuto disperato, cieco e nudo?” chiede il comandante dei miliziani. “Ci sono due estremi nella follia degli uomini. L’istante in cui si prende coscienza della propria impotenza e quello in cui si prende coscienza della vulnerabilità degli altri. Si tratta di accettare la propria follia o di subirla”..].

Se il lettore non trova difficoltà a schierarsi contro questo modo di vedere le cose, comunque non può ignorare il peso e il valore profondo che questi individui attribuiscono alla loro causa.
Un sorprendente finale di romanzo ci lascia con un ulteriore interrogativo, spunto di riflessione.

1 commento:

suomii ha detto...

Ciao, ho appena finito di leggere questo libro intenso. Dici bene: si rimane con molti interrogativi. E' questa la sua forza.