lunedì 2 luglio 2007

On the road - Jack Kerouac

On the road è il romanzo certamente più conosciuto e che ha portato al successo lo scrittore, il quale personalmente ho apprezzato molto non tanto per lo stile adottato nella composizione (all’inizio della lettura lo stavo per accantonare) ma per il susseguirsi di immagini, macchiette ed episodi realmente vissuti dall’autore che in qualche misura mi hanno affascinato e tutt’ora coinvolgono tantissimi individui legati alla “beat generation”. Quest’ultima definita anche gioventù bruciata (titolo celebre del film con James Dean nei panni del giovane beat) appariva come non conforme alla manipolata cultura universitaria, in antitesi rispetto ai valori e allo stile di vita borghese e che rifiutava e respingeva i sistemi morali e sociali precostituiti, che nel periodo immediatamente successivo alla II guerra mondiale risultavano essere l’unico strumento di controllo e l’unico sistema proposto alla società americana. In realtà l’atteggiamento e lo stile di vita di questi giovani è stato facilmente etichettato e ancor oggi viene ridicolizzato con la presunzione di relegare un certo modo di vivere ad un cliché. I giovani beat hanno scelto di girare in macchina, facendo l’autostop, vivendo alla giornata e con poco, dedicandosi alla ricerca di un identità perduta con la distruzione totale apportata dalla guerra in tutti gli ambiti, vivendo le propria sessualità svincolati da qualsiasi obbligo morale (uno dei personaggi, Dean Moriarty, ne è proprio l’emblema), fumando erba, ascoltando jazz. L’aspetto che accomuna i ragazzi del romanzo e della beat generation e che è particolarmente degno di nota, riguarda la musica. Improvvisamente infatti la musica comincia ad emergere dal basso, i locali cenciosi si riempiono e tanti giovani di talento passano ore ed ore a suonare,improvvisare e creare…. Charlie Parker, Monk, Gillespie, Davis sono alcuni nomi noti ai più; I protagonisti del romanzo Dean e Sal passano le nottate a ballare il ritmato bebop, che per la sua musicalità apriva il suo suono incalzante a qualsiasi movimento o ballo (anche questo è anticonformismo!); girare continuamente per locali senza un soldo in tasca eccetto gli spiccioli per la birra, fino all’alba, riprendere le giornate spostandosi in un'altra città alla ricerca di nuove avventure, nuove conoscenze e personaggi flashanti. Insomma queste sono le battute che scandiscono il viaggio, la ricerca di un’identità che ci porta a conoscere un nuovo modo di vedere le cose, un nuovo valore morale…

Nessun commento: